
Chi da una qualsiasi parte del mondo arrivi a Milano o capiti
in Duomo mentre si canta la Messa, o il Vespro - che è
l'ufficiatura al tramonto del giorno-, ascolta, dal coro dei canonici
o della Cappella musicale, arcaici canti a una sola voce che non
si eseguono in nessun' altra chiesa della cattolicità occidentale
salvo, a volte, nella Basilica di S. Ambrogio. ( n.d.r. e in altre
parrocchie o centri religiosi della Diocesi di Milano)
Sono i canti propri della chiesa milanese, che comprende oggi
più di mille parrocchie e circa, cinque milioni di fedeli,
e che ha il suo centro - meglio si direbbe, il suo cuore - in
quella chiesa che si considera madre di tutte le altre, sparse
nell'immenso territorio, e perciò si chiama " Metropolitana"
: il Duomo appunto.
Se , dunque, la liturgia e il canto della chiesa milanese sono
diversi da quelli della chiesa romana e di tutto l'occidente cristiano,
è perchè essi hanno in realtà conservato
la forma antica. Non a torto qualcuno ha definito, ad esempio,
il canto ambrosiano " il vetusto canto latino, a tinta orientale,
diffuso presso tutte le chiese della penisola, e dopo il secolo
VIII circa rimasto sostanzialmente immutato nei libri milanesi".
LE FONTI:
I manoscritti, o "Codici" milanesi che contengono canti
per la liturgia son qualche centinaio, tra essi sono di particolare
importanza: 34 anntifonari invernali ( per le celebrazioni dall'Avvento
alla Pasqua) e 31 estivi
( dalla Pasqua all'Avvento) contenenti le antifone, cioè
i canti per la Messa e i ritornelli da alternare con canto dei
salmi nell'officiatura; 12 salteri-innari, per gli inni e i salmi;
9 processionali, che raccolgono i canti per le processioni di
penitenza prescritte dal rito; 7 ufficiature per i defunti; e
una cinquantina di estratti di vario genere. A questi si aggiungono
manoscritti e frammenti vari, e libri della liturgia romana contenenti
anche canti ambrosiani. E' un folto elenco, ma vi scarseggiano
proprio i documenti più antichi. Tale scarsezza, anzi,
obbliga a un "perchè",cui sono state date risposte
insoddisfacenti: incendi distruttori, insufficienti indagini,
giacenze sconosciute in fondi di biblioteche.....
La risposta forse più vicina al vero, sta nell'importanza
che per secoli fu data alla memorizzazione. I canti erano insegnati
e trasmessi per via orale, e, con lungo tirocinio d'anni, venivano
appresi con immutata fedeltà di note e d'interpretazione,
per cui non si riteneva necessario notare molti libri. A Lione,
i cantori della cattedrale furono obbligati a cantare tutto il
repertorio a memoria, senza diritto al libro, fino al secolo XVII.
Per quanto riguarda, in particolare, i codici ambrosiani, sono
assai numerosi quelli a scrittura diastematica con notazione romboidale
- o "gotica" - tipica del canto ambrosiano. Altra caratteristica
di scrittura concerne il si bemolle. A volte è segnato
con la lettera b, altre volte è indicato con una interlinea
verde o azzurra - anche bruna o rossa -, uso forse esclusivo dei
nostri manoscritti. Non è raro il caso in cui il bemolle
non è neppure indicato, lasciando alla pratica e alla competenza
del cantore la scelta del suono, o naturale o addolcito.
Ma vi erano solennità i cui canti esigevano, oltre che
successive indicazioni - in coro, al battistero, ai gradini dell'altare,
sui pulpiti - un articolato frazionamento del coro. Per il canto
dell'Alleluia nella prima Domenica di Quaresima era uso che quattro
pueri intonassero due volte l'Alleluia sul pulpito seguiti due
volte dal coro. Dopo il versetto solistico di un adulto i lectores
intonavano un secondo Alleluia, quello "dei santi" cui
i quattro pueri rispondevano - stavolta ai piedi dell'altare -
con la loro particolare melodia, poi il coro dei "lectores"
intonava un terzo Alleluia, più moderno e ricco di vocalizzi.
Altre volte questo stesso Alleluia era cantato per lasciar tempo
ai pueri di disporsi in processione per il canto dell'antevangelo.
Nei vesperi il "responsorio coi fanciulli" - responsorium
cum infantibus - era ancor più articolato. Al "corpo"
del canto fatto dal coro degli uomini rispondevano i fanciulli.
Poi il cantore intonava il versetto cui seguivano ancora i fanciulli
col ritornello e un primo lungo melisma (melodiae primae). Gli
uomini riprendevano la prima parte del "corpo" e i fanciulli,
sulle stesse parole del precedente ritornello (melodiae secundae)
fino alla conclusione.
Mille anni circa di attività e di esperienze hanno contribuito
alla fondazione del corpus musicale ambrosiano.La bellezza e la
perfezione di molti suoi canti è indiscutibile.
Esso riveste, poi, particolare importanza storica, perchè
risale nelle sue origini fino a quel secolo quarto, che vide -
dopo l'editto costantiniano che stabiliva la libertà del
culto cristiano - un fiorire impetuoso d'iniziative spirituali,
liturgiche, artistiche, in un clima di alta ed estesa cultura
anche musicale.
Si capisce come la nostra età che, smaliziata da tante
esperienze, va alla ricerca di valori nativi e genuini, guardi
con particolare interesse tutto quanto concerne il canto ambrosiano.
Essa vi sorprende, e gusta, il naturale profumo di una ricchezza
spirituale e artistica fin qui sconosciuta, e vi scopre una corrispondenza
mai rituale o consona col suo desiderio di sostanza e di sincerità.
estratto da: "IL CANTO AMBROSIANO" Mons. Luciano Migliavacca - 1986 NED
Musica Sacra . Concerto
Quoniam Tu Illuminas
Ricchezza Spirituale ed Artistica del
Canto Ambrosiano
Le pagine più belle e significative del patrimonio musicale liturgico della Chiesa Milanese. IV- IX sec.
. SCHOLA GREGORIANA MEDIOLANENSIS
direttore : Giovanni Vianini
Lucernario: QUONIAM TU ILLUMINAS -v. Quoniam in Te eripiar
" per l'accendersi dei lumi al Vespero "
Antifona in coro: VIDI AQUAM - V. Intonuit de caelo - Ezech.47,1.9 tempo Pasquale
Inno: AETERNE RERUM CONDITOR - S. Ambrogio -340?
Milano 397 "Ad matutinum" ( ad galli cantum )
Ingressa: INCLINA DOMINE - Ps.85,1-3 - Commune Dominicale
Responsorio in baptisterio: AUDITE VERBUM DOMINI
v. Vox clamantis in deserto - Dominica II. Adventus
Ingressa: LUX FULGEBIT - In Nativitate Domini
ad tertiam Missam - Cf. Is.9, 2. 6 ; Lc. 1, 33
laus Angelorum: GLORIA IN EXCELSIS DEO
Ordinarium missae, tonus festivus
Transitorio: TE LAUDAMUS DOMINE
Domenica quarta dopo l'Epifania
Antifona in coro: OMNES PATRIARCHAE - In Epiphania Domini ad vesperas II
Sallenda: VIDENTES STELLAM - In Epiphania Domini - ad vesperas
Antifona: MEDIA VITA - Nokter B.- Hartker 29 m. S. Gallo
IV sabato di Quaresima, uff. delle lodi
Post evangelium : COENAE TUAE MIRABILI
feria V in Coena Domini (Giovedi Santo)
Responsorio: TENEBRAE FACTAE SUNT
v. Ecce terraemotus factus est magnus
Feria VI. In Parasceve. Post secundam lectionem - Venerdi Santo
Sallenda: O CRUX BENEDICTA - in festo inventionis Sanctae Crucis ad vesperas I
Responsorio: VIDE HUMILITATEM MEAM - v. Ad Te Domine Feria IV, terza settimana di Quaresima
Confrattorio: RESURGENS JESU - Dominica Prima post Pascha
Antifona al Magnificat: O QUAM SUAVIS EST, DOMINE
In solemnitate Sacratissimi Corporis Christi - ad vesperas I.
Inno: CHRISTE CUNCTORUM - In dedicatione Ecclesiae Majoris
Organum: CUNCTIPOTENS GENITOR DEUS - Polifonia due voci Tutilo di S. Gallo +915" Ad organum faciendum "
Biblioteca Ambrosiana , Milano
Inno: DEUS CREATOR OMNIUM - S. Ambrogio , ad vesperas
Ad Horam Incensi, die Dominico
Fonti: per i canti della Messa : l' Antiphonale Missarum, ed. 1935; Descleè & Co, Tournai - per i canti dell'officiatura: il Liber Vesperalis
ed. 1939; curati dal monaco Benedettino Dom Gregorio Suñ ol che attinse, con qualche modifica, alle fonti:
Antifonario p. jemale, Additional ms. 34.209 -XI sec. British Museum, Londra.- Antifonario di Vimercate, ms. XIII sec., p. jemale- p. aestiva.
Antifonario di Muggiasca ms.del 1398.- Innario Ambrosiano, ms. del sec. XIV, cod.347, biblioteca Trivulziana, Milano.
Per una più completa documentazione , ho consultato il Directorium Chori ed.1897 (Can.Emilio Garbagnati),
e l'Antifonale Ambrosiano ed. 1985-NED ( Mons. E.T. Moneta Caglio). E, all'Archivio Storico Diocesano, i libri corali manoscritti del 1534 della Chiesa di S. Stefano in Milano, la Chiesa dove, chierichetto e cantore, ho avuto la fortuna di conoscere e praticare la Musica Sacra in Liturgia.
Data la natura di canti , Vi preghiamo di non applaudire se non alla fine del concerto:
dopo che il coro sarà uscito in processione cantando l'inno di S. Ambrogio: Deus creator omnium.
Al termine del concerto nella discografia della Schola è possibile consultare , di recente pubblicazione dell'editrice PONGO ED. MILANO-PARIGI,
il Compact-disc: RICCHEZZA SPIRITUALE ED ARTISTICA DEL CANTO AMBROSIANO
giovanni vianini
schola gregoriana mediolanensis
anno 2000
Basilica di S. Marco - Milano