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Alcuni consigli per cantare bene il Canto
Gregoriano e la Musica Sacra
In base alle esperienze fatte in 50 anni di servizio
con il canto liturgico e alle soluzioni adottate per cercare di ottenere un buon
risultato nel modo di cantare la Musica Sacra come preghiera e lode a Dio, non
come forma di esibizione e/o di solo tecnica vocale, scrivo, per i cantori che
mi danno la fiducia e collaborazione nel tenere vivo il canto gregoriano in
liturgia, alcuni consigli per cantare bene il gregoriano:
Il canto gregoriano è preghiera cantata, quindi il suono deve essere sempre
leggero, legato e umile.
Anche quando si esprime la lode gioiosa, il suono sarà più partecipato ma non
dovrà essere grossolano o gridato.
Prima di cantare, sarà utile capire cosa si canta.
Quando si canta è logico ricordarsi che stiamo rivolgendoci a Dio, non siamo
solo cantanti o musicisti; anche chi non ha il dono della Fede, deve ricordarsi
che stà praticando il canto sacro per eccellenza e quindi sia attento nel
comportamento e nell'espressione, rimanendo nell'ambito della lode e della
preghiera.
Il canto gregoriano,come la musica sacra in genere, non cerca applausi, se
questo consenso deve proprio avvenire, che sia espresso solo alla fine di una
rappresentazione concertistica, non comunque e ovviamente, in liturgia.
In chiesa, negli spostamenti , i cantori si muoveranno pacatamente senza
guardarsi in giro per salutare o per farsi notare, ma con l'umiltà di chi sta
compiendo un importante azione liturgica e culturale, con professionalità e
buon gusto.
E' necessario pronunciare bene il testo, il testo della preghiera cantata può
essere molto interiore ma dovrebbe essere anche capito da chi ascolta, si trovi
il giusto equilibrio tra interiorità e comunicazione.
Non si canti mai di gola, quando le note salgono è necessario girare il suono
di testa, sarà così possibile una migliore intonazione. Per salire bene, nelle
note alte le vocali devono essere rimpicciolite, partecipate e pensate.
Attenzione alle note acute di passaggio, solitamente sono calanti perché gli si
da poca importanza.
Nella Salmodia, curare l'intonazione della corda di recita o tenore, non cantare
mollemente ma partecipare sempre non solo con la voce ma anche e soprattutto con
la mente, se pensiamo cosa stiamo cantando, la qualità automaticamente sarà
molto buona.
Le A non devono essere troppo aperte ma devono tendere leggermente alla O.
Le I devono essere cantate pensando alla forma grafica della I in verticale,
altrimenti tendono alla O e calano.
Si canti osservando il ritmo della parola, le note, i neumi del canto servono ad
evidenziare il testo nel suo significato, quindi il canto avrà un " ritmo
verbale" non sillabato. ( il ritmo del testo parlato, è il ritmo del testo
cantato ).
Le frasi vanno sempre partecipate, slanciate all'inizio e riposate al respiro,
all'interno della frase tutto scorrerà legando da neuma a neuma, per ottenere
una buona legatura servirà conoscere bene la melodia, poi mentre si canta una
nota, gia si pensi alla prossima.
Negli intervalli di terza, quarta, quinta…non collegare i suoni glissando come
nell'opera lirica, ma con l'aiuto di un ipotetica H davanti alla vocale e un
leggero rigonfiamento del suono ( breve e delicata messa di voce ) si passi da
un suono all'altro senza portamento o collegamento di note intermedie.
Le note finali non devono ripiegarsi nella conclusione del loro suono ma devono
essere sostenute nell'intonazione, la bocca deve rimanere aperta fino al termine
della produzione del suono; le note finali di semifrase o frase non siano brevi
ma leggermente allungate e abbiano, come gia detto, un leggero rallentato.
Le N finali devono risuonare leggermente nel naso con la lingua appoggiata al
palato.
Il gregoriano è il canto del silenzio, nasce dal silenzio. Anche dalle nostre
città rumorose, quando cantiamo il gregoriano sarà bene ricordarci del
silenzio monastico, dove nel silenzio Dio si rende manifesto.
Prima di cantare sarà bene fare qualche vocalizzo e poi servirà unicamente
silenzio e concentrazione, la Musica Sacra è un sacro ministero, ricordiamoci
l'importanza che ha il canto gregoriano nell' azione liturgica.
La chiesa, come edificio, è un luogo di culto, non un salotto o un teatro;
troppe volte, in chiesa, al termine di una liturgia, si vede la gente parlare e
scherzare. Terminato il canto è doveroso e gradito il silenzio nel quale
riecheggia la spiritualità del canto gregoriano.
Nell'attuare queste idee, ricordo a me stesso e ai cantori:
L'umiltà, la coerenza e il
silenzio.
Con gioia, convinzione ed operosità
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